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Alto Adige: "Commovente e bellissimo"

di Gian Antonio Stella

Alto Adige: "Commovente e bellissimo"

andreas perugini
“Alto Adige”
17 gennaio 2009

Nei bar ieri si discuteva dei cori da stadio contro Mario Balotelli, oggi davanti al focolare domestico, scaldati dalla TV che senza soluzione di continuità trasmette le immagini commentate da Zio Emilio sui fatti di Rosarno (Calabria, Italia) ci chiediamo: l’Italia è un Paese razzista?
Stella è tra i pochissimi che nel firmamento culturale italiano splende di luce propria perché non inquadrato nella claustrofobica ed ormai sempre più artificiosa contrapposizione destra/sinistra. È quindi puntuale dispensatore di bacchettate a 360°.
Dopo avere consegnato alle stampe classici della saggistica tra cui citiamo Schei, l’Orda e La Casta (quest’ultimo vera spina nel fianco di ogni azzeccagarbugli della partitocrazia) ha scritto, infine, Negri, Froci, Giudei & Co. che come di consueto trova poi splendida trasposizione negli spettacoli musicali e visuali della Compagnia delle Acque di Gualtiero Bertelli.
A Bolzano presso l’Auditorium Battisti, in prima nazionale, viene presentato lo spettacolo in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato.
Il programma prevede alle 18.00 anche la proiezione del film La Giusta Distanza di Carlo Mazzacurati e alle 20.00 un piccolo buffet interetnico.
Alla prima, tutto esaurito, posti in piedi. Come da tradizione l’ossatura dello spettacolo è rappresentata dagli estratti del saggio che Stella legge come monologo direttamente al pubblico parlando dal palco carico di umanità, sapienza ed ironia. Poi vi sono le immagini (risultato di una ricerca a volte veramente notevole) ad accompagnarci per tutto il percorso. Proiettate sullo schermo, con la potenza di cui sono intrinseche portatrici, le immagini sanno subito colpire il bersaglio visualizzando ciò che poteva esser solo immaginato o, a volte, anche ciò che non si sarebbe mai potuto immaginare, fissandosi poi indelebilmente nella memoria di ciascuno. Infine, la musica del repertorio etno-popolare eseguita dalla Compagnia delle Acque (voci, fisarmonica, tastiere, sax, chitarra contrabbasso e percussioni) che sa avvolgere la platea e sa animare e amalgamare con l’emozione l’eloquenza di parole ed immagini.
Uno spettacolo commovente e bellissimo, che segue i canoni dei suoi predecessori.
Dedicato a chi riesce ancora a sentire una fitta al cuore di fronte alla rappresentazione dell’ingiustizia, a chi si indigna davanti alla TV che mostra i naufraghi della speranza, a chi crede che il nostro passato di immigrati e vittime del razzismo non si debba dimenticare mai per lasciare il posto alla sopraffazione del carnefice.
Agli spettacoli di Stella con la Compagnia delle Acque dovrebbero partecipare tutte le scuole quale obbligo didattico. Di fronte al bestiario razzista italiano ne rappresenta, infatti, uno degli strumenti di contrasto più efficaci perché più belli, capace com‘è di sintetizzare la ricerca enciclopedica alla potenza delle immagini, all’emozione della musica ed anche ad un pizzico di ironia.