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Ariano dall’orecchio

di Gian Antonio Stella

Ariano dall’orecchio

*Ariano o no? Lo dice l’orecchio sinistro *

Come ogni ragazzina di sedici anni, ero anch’io vanitosa. Quando il fotografo mi fece cenno di aggiustarmi i capelli dietro l’orecchio sinistro, mi sentii completamente turbata sull’orlo delle lacrime. L’avvertenza del fotografo era di carattere tecnico, non esprimeva scherno, era un cenno professionale, nulla più. E tuttavia io la sentii come un’umiliazione, quasi fosse un colpo di frusta, ma io avevo anche imparato a essere disciplinata. (…) Dalla forma dell’orecchio sinistro sarebbe stata individuata l’appartenenza razziale. Era questa una scoperta degli scienziati della razza nazionalsocialisti. L’orecchio sinistro di un ebreo tradiva secondo loro l’origine semitica. Per questa ragione le fotografie dei passaporti degli ebrei dovevano essere prese in modo da rendere chiaramente visibile la forma dell’orecchio sinistro. (…) Queste carte d’identità erano riconoscibili, inoltre, perché recavano una grande J sul frontespizio esterno e una J gialla su quello interno, sicché non era possibile alcun dubbio sull’origine razziale del titolare. In quei giorni cercai spesso a Berlino di constatare che cosa distinguesse l’orecchio sinistro dei miei concittadini dal mio, quando passavo loro vicino nell’autobus o nella sotterranea. Ma non riuscii a scoprire nulla. Il mio orecchio, sottoposto centinaia di volte a esame allo specchio, era proprio uguale a quello degli ariani di Berlino.

(Testimonianza di Inge Deutschkron, settembre 1938, in Enzo Collotti, Nazismo e società tedesca, 1982.)