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Che animali i tedeschi

di Gian Antonio Stella

Che animali i tedeschi

Troppi escrementi: che animali, i tedeschi!

In tutte le invasioni precedenti le orde germaniche si erano segnalate […] per la gran massa di escrementi che si lasciavano dietro. […] Già al tempo di Luigi XIV si diceva che il viandante poteva sapere se aveva già varcato il confine del Basso Reno solo a giudicare dalla massa di escrementi

(Edgar Bérillon, La bromidrose fétide de la race allemande, 1915.)
Spiega lo storico Alessandro Gusman, autore di Antropologia dell’olfatto, che secondo Bérillon questa voracità bulimica e l’eccezionale produzione di escrementi dimostravano «che la razza tedesca tra tutte era la più vicina allo stato di animalità, poiché le bestie in situazione di pericolo o di collera aumentano la produzione dalle ghiandole a secrezione maleodorante. Sulla base di questi studi, e delle testimonianze dei piloti degli aerei di guerra che sostenevano di essere disturbati da odori nauseabondi mentre sorvolavano le città germaniche, la Société de Médecine di Parigi attribuì in quell’anno ai tedeschi la palma della fetidità. Un primato che venne riconosciuto nonostante l’“odore acido” degli inglesi, quello “rancido” dei neri e quello “di malattia” degli asiatici».